Dopo tre anni un Vinitaly di rinascita

Una due giorni intensissima: tanti incontri, vecchi e nuovi amici e colleghi con cui ho degustato e condiviso emozioni e progetti futuri.

Dalle Alpi alla Piramidi, in realtà dal Piemonte alla Puglia, passando per il Trentino e la mia Toscana, su tutte 4 diverse aziende due grandi uomini e due mitiche Donne del Vino.

Dal Piemonte Massimo Pastura di Cascina La Ghersa nelle colline fra Nizza Monferrato e Moasca, affacciati sulla “Valle del Nizza”, Tutte varietà autoctone unicamente piemontesi: Barbera (d’Asti DOC), Timorasso (DOC dei Colli Tortonesi) e Cortese, nella denominazione Gavi docg.

Al Trentino Lucia Letrari, Donna del Vino, della cantina Letrari a Rovereto, su tutti le bollicine Trento Doc ma anche il teroldego e il marzemino.

Nella mia Toscana ho visitato lo stand dell’amico Alessandro Mori, il re del Brunello che per l’occasione mi ha fatto degustare Iacopo, il Rosso di Montalcino 2019 corposo e intenso, davvero di bella persistenza.

 

Il mio viaggio per l’Italia è sceso in Puglia da Marianna Cardone, mitica Donna del Vino, Delegata per la Puglia e ambasciatrice della Valle d’Itria e dei vini della zona di Locorotondo. Dal rosato igp frizzante da pinot nero alla fresca verdeca, vera chicca autoctona.

Una splendida occasione di ritrovo con le Donne del Vino, l’assemblea come momento di condivisione di attività e la cena di fine Vinitaly per ritrovarsi in un bel momento conviviale e brindare insieme al futuro.

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